Il backup alcuni motivi per imparare a farlo e a gestirlo

Oggi è il 2 Aprile 2019 e da due giorni è trascorsa la giornata mondiale del Backup. Sembra quasi inutile ed assurdo festeggiare quella che dovrebbe essere una pratica comunemente in uso da tutti gli utilizzatori di Pc, device e quant’altro; eppure, ancora oggi, dopo svariati anni di sviluppo informatico, molti disdegnano questa pratica con scuse più o meno  banali. Spesso si incorre in errori di gestione dei propri dati che possono costare cari a chi si trova davanti ad una rottura di un Hard Disk del proprio pc oppure di un Hard Disk esterno. Banale forse parlarne, ma ancora oggi alcuni nostri clienti , nonostante i nostri consigli, si rifiutano di imparare a gestire le copie di sicurezza dei propri dati, sia privati che aziendali. A prescindere dall’obbligo o meno di gestione dei dati in funzione anche di una normativa GDPR, bisogna rendersi conto che oggi i dati sono il nostro patrimonio.
Essendo in formato digitale, la possibilità di perderli per sempre non è così remota. A nulla vale la scusa del tipo “Il pc è nuovo, cosa vuoi che si rompa?”.
Il guasto o l’hacker o il malware è sempre dietro l’angolo, pertanto ecco un’analisi informale dei fatti e di come gestire al meglio il proprio patrimonio informatico e i dati in esso contenuti.
Gli strumenti che oggi abbiamo a disposizione sono molti e non è detto che la soluzione ottimale sia di sceglierne uno solo di essi.
Molto più sicuro sarebbe combinarne alcuni anche un po demodè, se vogliamo dirlo, ma garantirsi il più possibile contro ogni evenienza.
Tutti normalmente abbiamo un pc fisso, portatile o ultraleggero, un tablet o perchè no, anche uno smartphone. Ognuno di essi può trattare i nostri dati. Tipicamente chi usa un personal computer in casa o in azienda si trova nella situazione di avere i dati al suo interno oppure, se in una rete, averli su un server dedicato accessibile a tutti all’interno della stessa rete o dall’esterno in alcuni casi particolari.
Partiamo dal fatto che queste informazioni sono in una locazione principale di elaborazione che chiameremo “Area zero” ovvero la zona di lettura, scrittura e gestione principale degli stessi.
Dall’area zero i dati devono essere resi sicuri verso una locazione alternativa che deve presentare una certa elevata sicurezza. Ma non è detto che ne basti una, anzi, la combinazione tipica per la gestione della sicurezza dei dati ha tipicamente tre aree di destinazione, che possono essere incrementate (ma parliamo della situazione più tipica).
– Area zero (Area di elaborazione e gestione dei dati) : tipicamente un proprio Pc o un server con i dati condivisi.
– Area uno (Area di copia di sicurezza di primo livello): è l’area di backup immediatamente disponibile e accessibile per una copia di sicurezza che consenta anche un veloce ripristino dei dati. Di questa area possiamo considerare per esempio un HardDisk esterno, un nas condiviso con uno o più dischi di sicurezza, un cloud accessibile in remoto che non è altro che un pc posizionato presso un gestore di servizi cloud che offre uno spazio sui propri hard disks.
– Area due (Area di copia di sicurezza di secondo livello): è quella che permette una conservazione dei dati su supporti alternativi di tipo diverso rispetto a quelli dell’area uno. Per esempio nastri, dvd rom, dvd ad alta densità oppure un cloud se nell’area uno viene utilizzato un hd esterno. Insomma un’area che permetta la conservazione dei dati in altro luogo che non sia quello di lavoro e che siano facilmente riposizionabili.
Questa logica è espandibile chiaramente, ma sarebbe la minima situazione di sicurezza.
Cose da non fare assolutamente? Gli errori più comuni sono quelli di utilizzare solamente un Area zero. Vediamo alcuni dettagli.
Non usare sempre e solo il Pc , anche se sullo stesso abbiamo due dischi.
Non vale molto la regola ” tanto ho un disco di backup nel mio Pc oltre a quello principale”. Sappiate che in caso di guasto importante anche il secondo disco si potrebbe danneggiare.

Non utilizzare sempre e solo un nas o un server per i propri dati condivisi lavorando su di essi direttamente.
Un server, un nas vanno considerati come un’unità di allocazione dei dati, sono macchine!!

Non utilizzare un HD esterno collegato al portatile o al fisso permanentemente per lavorare su di esso come area zero.
Situazione molto pericolosa per via del fatto che un HD esterno viene collegato e staccato di continuo e questo “stress” può nel tempo portare ad un guasto dello stesso.

Non rimandare a data da destinarsi la decisione di approntare un sistema di backup.
Un errore tipico! Non rimandare a domani il backup che puoi fare oggi.

Non risparmiare sull’acquisto di software o di supporti di backup.

Non fare tutto a mano! “tanto mi ricordo io di fare le copie” (copia e incolla).
Ricordarsi di fare giornalmente,settimanalmente o ad un intervallo stabilito la copia dei dati porta spesso a rimandare lo stesso e rimandare oggi e poi domani e poi la prossima settimana, in caso di problemi poi ci porterà sicuramente a dire “Ah se l’avessi fatto settimana scorsa!!!”

Non criptare i dati che finiscono su server non propri (cloud per esempio) per una sicurezza anti effrazione.
Non è un obbligo, ma nel caso in cui i dati siano su sistemi di terzi forse sarebbe meglio farlo.

Non pensare che delle copie su dvd-R o dual layer siano facilmente deperibili.
Specialmente questa ultima indicazione, che abbiamo notato essere stata evidenziata su alcuni articoli già letti, è un’idea assolutamente errata. Le copie sui supporti di quel tipo sono affidabili. Chiaramente i supporti devono essere di buona qualità e vanno conservati correttamente preservandoli da rischi di graffio o danneggiamento. Noi stessi abbiamo dei supporti di 10 anni perfettamente leggibili. Gli Hard Disk esterni non sono durati tanto!.

Ebbene è buona regola che i dati importanti non siano conservati solo su un hd esterno ma sempre su altri supporti trasportabili e di altro tipo.
Altrettanto importante è la frequenza dei backup, per questo uno dei consigli è quello di non affidarsi alla nostra mente che ci ricorda quando fare le copie, ma utilizzare software specifici che una volta configurati permettono di automatizzare l’operazione almeno sul fronte Area zero Vs Area livello uno.
Utilizzare sistemi di backup in mirroring ovvero ove uno o piu HD sono esattamente duplicati. Gia sull’area di secondo livello è possibile sfruttare questa caratteristica di alcuni nas. Tipicamente un nas con due dischi in mirroring sarebbe una ottima soluzione. Assolutamente da evitare sono Nas a singolo disco. Oramai il costo di questi nas con dischi configurati in mirroring anche oltre i due o tre terabyte è assolutamente accessibile.
Pertanto avendone uno con queste caratteristiche, togliersi dalla testa la tentazione di utilizzare tutti e due i dischi per raddoppiare la capacità di conservazione dei dati.
Periodicamente occorre verificare la buona riuscita del Disaster Recovery, ovvero le operazioni di ripristino dei dati da un’area di backup. Quantomeno controllare che gli stessi siano potenzialmente recuperabili e utilizzabili.
Vediamo ora un esempio di struttura e di logica dei backup.
In una struttura nella quale abbiamo due Pc collegati in rete tra di loro e ad una rete internet, possiamo predisporre un nas con un doppio disco in mirroring collegato alla rete interna. Sui Pc possiamo installare un software che periodicamente salva i dati dalle cartelle sul disco verso una cartella sul nas. Questo per ogni Pc che abbiamo collegato, in modo che ogni utente abbia i suoi dati salvati in copia.
Gli stessi dati possono essere periodicamente salvati su supporti Dvdrom o DVD-Dual Layer con una cadenza più dilatata rispetto a quella sul nas ma che fornisce una copia dei dati alla data nella quale viene effettuata. In alternativa una copia può essere caricata sempre periodicamente su un server remoto in cloud.
Chiaramente ogni struttura, una volta analizzata, può avere una sua soluzione ottimale rispettando la logica delle aree e dei livelli. Ideale è chiaramente affidarsi a qualcuno che possa verificare la struttura e trovare una soluzione ottimale.
Per ulteriori informazioni da parte del nostro personale tecnico al riguardo vi rimandiamo alla pagina dei contatti del nostro sito.